Cosa sarebbe successo se Romeo fosse diventato l’amante di Giulietta?
Parliamo di infedeltà con Gemma...
Giulietta con Romeo. Ne vogliamo parlare?
Elogio del tradimento, pag. 43, cap. 3, “Perché la coppia umana è autolesionista e sommamente ridicola nell’esercizio dell’eterna fedeltà”.
Conosciamo tutti la tristissima sorte che è toccata ai due più famosi testimonial di quell’amore esclusivo che fa decidere che soltanto uno, in tutto il mondo, è colui che vogliamo accanto, e se lui non sarà, che piuttosto sia la morte. Romeo e Giulietta, adolescenti ostinatamente innamorati, ma osteggiati dal destino d’esser figli di famiglie acerrimamente nemiche, decisero di lottare con tutte le proprie forze per affermare quell’amore, e tirarono infatti le cuoia a distanza di soli cinque giorni dal loro primo incontro.
Siccome la sensatezza delle idee che si portano avanti si misura anche dalle conclusioni alle quali si giunge, diciamo finalmente e una volta per tutte la verità: quella di Romeo e Giulietta non fu esattamente una buona idea.
Non si pensi che voglia fare ironia sulla tragedia di Shakespeare o sulla morte. È che morire in nome dell’amore è oggettivamente sciocco. Cosa cantava Robbie Williams in quella stupenda canzone, Feel? “I don’t wanna die”! Non voler morire è più che giusto, e meno che mai lo si dovrebbe voler fare all’interno di un amore che respinge l’individualismo e il resto dell’universo fuori dal suo blindatissimo recinto! La coppia non dovrebbe mai diventare un carcere mortifero, fosse soltanto in senso metaforico! Figurarsi in senso letterale! Possiamo perciò forse dare torto a Robbie, anche se non parlava esattamente di questioni sentimentali gorgheggiando quell’“io non voglio morire”? Certo che no! E, tornando a Giulietta e Romeo, a maggior ragione come pensare anche soltanto lontanamente di non essere più che d’accordo con Robbie, se optare per una bella relazione extraconiugale, piuttosto che mettersi a sfidare tutto e tutti, avrebbe fatta salva la vita non soltanto dei due testardi infatuati, ma di ben altre tre vittime dirette, sarebbe a dire Mercuzio, Paride e Tebaldo?
È chiaro come il sole: se avessero ricordato che esisteva il tradimento, tutto sarebbe andato a finire bene. Romeo sarebbe prima o poi riuscito a sposare Rosalina, la donna di cui era perdutamente invaghito fino a un secondo prima di conoscere Giulietta. E Giulietta sarebbe diventata la moglie di Paride, rendendo così contenti, invece che straziati dal dolore, i suoi poveri genitori: Paride era un ottimo partito, e di certo un uomo più concreto e meno mutevole di Romeo, del quale il perentorio passaggio di sentimenti da Rosalina a Giulietta ci fa capire anche che tutta questa esperienza in fatto di questioni sentimentali non l’aveva per niente!
Mercuzio e Tebaldo, rispettivamente amico di Romeo e cugino di Giulietta, che furono le prime vittime dirette della feroce girandola di morte messa in opera dall’ossessione amorosa di Giulietta e Romeo, alle feste di nozze di Romeo con Rosalina e di Giulietta con Paride avrebbero probabilmente conosciuto due splendide donzelle, e anche loro si sarebbero sistemati e avrebbero evitato di perdere tempo e, soprattutto, la vita, a duellare in giro...
Giulietta e Romeo, poi, perfino dal giorno successivo alle nozze con Paride e Rosalina, avrebbero potuto vivere il loro amore nella segretezza tranquilla e leggera di un rapporto fra amanti, fin quando non si fossero eventualmente stufati, perché si sa, l’amore è spesso incostante, e soltanto l’esercizio del tradimento permette di trovare un compromesso tra l’imprevedibile ritmo delle tante attrazioni che proviamo nel corso della vita e il partner che abbiamo scelto di avere accanto.
Infine, Donna Montecchi, morta anch’essa nella tragedia shakespeariana per il dolore dell’esilio inflitto a Romeo, e perciò a causa di quell’ossessione d’amore, seppure indirettamente e per questo motivo non conteggiata da me nelle vittime principali, non sarebbe certamente deceduta, e anzi sarebbe diventata, insieme con Donna Capuleti, un’affettuosa nonna, perché nidiate di figli di Giulietta e Paride e di Romeo e Rosalina avrebbero riempito di gaiezza le rispettive case. Le due famiglie sarebbero andate in chiesa per felici battesimi e non per tragici e definitivi funerali.
Insomma, se Romeo fosse diventato l’amante di Giulietta tutto sarebbe andato diversamente, e la loro storia sarebbe stata una leggera commedia anziché una pesante tragedia, e non sarebbe stata versata una sola goccia di sangue! Vi sembra poco? Non vi sembra un finale ben più gioioso al quale può condurre un innamoramento se ricordiamo che esiste la possibilità di viverlo come tradimento?
Iscrizione gratuita
Elogio del tradimento, pag. 43, cap. 3, “Perché la coppia umana è autolesionista e sommamente ridicola nell’esercizio dell’eterna fedeltà”.
Conosciamo tutti la tristissima sorte che è toccata ai due più famosi testimonial di quell’amore esclusivo che fa decidere che soltanto uno, in tutto il mondo, è colui che vogliamo accanto, e se lui non sarà, che piuttosto sia la morte. Romeo e Giulietta, adolescenti ostinatamente innamorati, ma osteggiati dal destino d’esser figli di famiglie acerrimamente nemiche, decisero di lottare con tutte le proprie forze per affermare quell’amore, e tirarono infatti le cuoia a distanza di soli cinque giorni dal loro primo incontro.
Siccome la sensatezza delle idee che si portano avanti si misura anche dalle conclusioni alle quali si giunge, diciamo finalmente e una volta per tutte la verità: quella di Romeo e Giulietta non fu esattamente una buona idea.
Non si pensi che voglia fare ironia sulla tragedia di Shakespeare o sulla morte. È che morire in nome dell’amore è oggettivamente sciocco. Cosa cantava Robbie Williams in quella stupenda canzone, Feel? “I don’t wanna die”! Non voler morire è più che giusto, e meno che mai lo si dovrebbe voler fare all’interno di un amore che respinge l’individualismo e il resto dell’universo fuori dal suo blindatissimo recinto! La coppia non dovrebbe mai diventare un carcere mortifero, fosse soltanto in senso metaforico! Figurarsi in senso letterale! Possiamo perciò forse dare torto a Robbie, anche se non parlava esattamente di questioni sentimentali gorgheggiando quell’“io non voglio morire”? Certo che no! E, tornando a Giulietta e Romeo, a maggior ragione come pensare anche soltanto lontanamente di non essere più che d’accordo con Robbie, se optare per una bella relazione extraconiugale, piuttosto che mettersi a sfidare tutto e tutti, avrebbe fatta salva la vita non soltanto dei due testardi infatuati, ma di ben altre tre vittime dirette, sarebbe a dire Mercuzio, Paride e Tebaldo?
È chiaro come il sole: se avessero ricordato che esisteva il tradimento, tutto sarebbe andato a finire bene. Romeo sarebbe prima o poi riuscito a sposare Rosalina, la donna di cui era perdutamente invaghito fino a un secondo prima di conoscere Giulietta. E Giulietta sarebbe diventata la moglie di Paride, rendendo così contenti, invece che straziati dal dolore, i suoi poveri genitori: Paride era un ottimo partito, e di certo un uomo più concreto e meno mutevole di Romeo, del quale il perentorio passaggio di sentimenti da Rosalina a Giulietta ci fa capire anche che tutta questa esperienza in fatto di questioni sentimentali non l’aveva per niente!
Mercuzio e Tebaldo, rispettivamente amico di Romeo e cugino di Giulietta, che furono le prime vittime dirette della feroce girandola di morte messa in opera dall’ossessione amorosa di Giulietta e Romeo, alle feste di nozze di Romeo con Rosalina e di Giulietta con Paride avrebbero probabilmente conosciuto due splendide donzelle, e anche loro si sarebbero sistemati e avrebbero evitato di perdere tempo e, soprattutto, la vita, a duellare in giro...
Giulietta e Romeo, poi, perfino dal giorno successivo alle nozze con Paride e Rosalina, avrebbero potuto vivere il loro amore nella segretezza tranquilla e leggera di un rapporto fra amanti, fin quando non si fossero eventualmente stufati, perché si sa, l’amore è spesso incostante, e soltanto l’esercizio del tradimento permette di trovare un compromesso tra l’imprevedibile ritmo delle tante attrazioni che proviamo nel corso della vita e il partner che abbiamo scelto di avere accanto.
Infine, Donna Montecchi, morta anch’essa nella tragedia shakespeariana per il dolore dell’esilio inflitto a Romeo, e perciò a causa di quell’ossessione d’amore, seppure indirettamente e per questo motivo non conteggiata da me nelle vittime principali, non sarebbe certamente deceduta, e anzi sarebbe diventata, insieme con Donna Capuleti, un’affettuosa nonna, perché nidiate di figli di Giulietta e Paride e di Romeo e Rosalina avrebbero riempito di gaiezza le rispettive case. Le due famiglie sarebbero andate in chiesa per felici battesimi e non per tragici e definitivi funerali.
Insomma, se Romeo fosse diventato l’amante di Giulietta tutto sarebbe andato diversamente, e la loro storia sarebbe stata una leggera commedia anziché una pesante tragedia, e non sarebbe stata versata una sola goccia di sangue! Vi sembra poco? Non vi sembra un finale ben più gioioso al quale può condurre un innamoramento se ricordiamo che esiste la possibilità di viverlo come tradimento?
Mostra altro
Concorso regali virtuali : inventa i regali del 2011 !
Un bouquet di rose, un cocktail, una chiave d’albergo, un diamante? Siete in molti ad inviare i regali virtuali per cercare di sedurre i membri del sesso opposto.
Risultato del concorso "Racconta le tue fantasie"
Complimenti ai vincitori del nostro concorso. Le loro storie ci hanno appassionato e per questo abbiamo deciso di premiarli.
Categoria
